Home / Cultura / VITA PAESANA

VITA PAESANA

Scena di vita paesana a Illasi

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questi ricordi di vita del “tempo che fu”, ma che tanti di noi ben ricordano. Sono personaggi, scene, luoghi, atmosfere che fa bene rivivere. La Piazza, con gli articoli di Giannino Fasoli, si era già addentrata in queste reminiscenze, come ben sanno i nostri lettori; eppure, come dimostra quanto ci hanno inviato gli amici del Canzoniere, c’è sempre qualcosa di nuovo. Perchè a “rumare” nel nostro passato non si finisce mai di recuperare qualcosa: è uno scrigno inesauribile di ricchezze che non si svalutano mai, ma, come il vino, più invecchiano e più sono preziose. 

 

L’immagine ritrae la sig.ra Maria Bragantini in Domenichini nel 1957 al banco del burro e formaggio della famiglia Serpelloni di Villafranca durante il mercato settimanale in piazza a Illasi davanti alla Casa del Popolo. Erano numerose le botteghe e le attività sociali presenti intorno alla prima metà del ʼ900 e in paese c’era sempre un gran movimento. In Piazza Sprea c’erano due panifici e generi alimentari: Sometti e le Pistore, poi Marcon e el Toma Marangòn, i fratelli Bettini fotografi e la merceria della Adele Scarsi dentro alla chiesa sconsacrata dedicata a San Rocco. Questo edificio che prima era della parrocchia è stato usato anche come cinematografo al tempo dei film di Ridolini, poi è diventato l’officina del Meca Oliboni, ma anche aula della scuola elementare.

In Piazza della Libertà c’era la bottega dell’Ortolana che oltre alla verdura vendeva anche biancheria intima, el Sarte nella foresteria dei Carlotti, poi la sartoria dei fratelli Vicentini (Fuggi), la Pesa pubblica, il calzolaio Cento e la merceria della Doréta, l’appalto della Carmelina, l’ufficio del Dazio, il Municipio in parte adibito a scuole elementari con annessa abitazione della maestra e la Casa del Popolo. La Casa del Popolo che prima era Casa del Fascio era un vero e proprio luogo di aggregazione per la gente di Illasi.

L’edificio era situato di fianco alla Chiesa e di fronte al Municipio, era disposto su due piani e all’interno vi erano vari locali e attività sia ricreative che sociali. Vi si accedeva dalla piazza salendo cinque scalini dove vi era un lungo e grande pianerottolo a vista con balaustra utilizzato come loggia per i discorsi importanti, in particolare i comizi politici. Appena entrati c’era la biglietteria del cinema. Il cinema era un luogo quasi proibito e vietato fino ai diciotto anni perché a volte si proiettavano dei film sentimentali dove, gli attori, al massimo si scambiavano qualche bacio innocente. Il parroco Don Schena arrivava a sorpresa a trascinare fuori e sgridando quei ragazzini che di nascosto vi entravano, andando poi a rimproverare anche le madri che non sapevano tenere a bada i propri figli.

I più vecchi sicuramente ricordano anche le esibizioni del celebre musicista locale Gaetano Turco, noto come El Borséte. A destra c’erano l’Ufficio di Collocamento e un altro locale utilizzato come sala riunioni dalle associazioni dei coltivatori e dal “Trepì”. Dietro vi era una saletta con la televisione sempre gremita di gente per tutta la durata delle trasmissioni. Da lì si accedeva ai due campi per il gioco delle bocce. A sinistra vi era il bar delle Acli che il Comune (Sindaco Alberto Trabucchi) aveva dato in gestione nel 1956 a Maria Bragantini vedova Domenichini. Al bar era annessa la cucina dove Maria, assieme alla suocera Amabile Tessari, aveva sempre qualche pietanza pronta sulla stufa a legna per accontentare i palati degli uomini che si ritrovavano al bar per concludere un affare, per chiacchierare dopo una lunga e pesante giornata di lavoro o per delle agguerrite e avvincenti partite a briscola, tressette o morra, il tutto accompagnato con qualche bicchiere di vino. Era un’attività con orari molto estenuanti, dalle cinque del mattino all’una di notte. Dopo la scuola la aiutavano la figlia Renata e a volte anche la nipote Luisa. Al secondo piano vi erano vari locali utilizzati come ritrovo dal gruppo teatrale, dalla banda per le prove musicali, la sala proiezione del cinema dove il tecnico era Renzo Olivieri cui poi è succeduto Sergio Tosi. Vi erano anche alcune aule della scuola di avviamento che, con tenacia, il signor Pegoraro era riuscito a ottenere, a Illasi ancora non vi erano le scuole medie.

Nel 1967 il Comune ha venduto lo stabile e intorno al 1977 è stato demolito il cinema e chiusa la Casa del Popolo. In via Ungheria c’erano una macelleria e la cartoleria, giornali e valori bollati della Zia Pìni. A Domeggiano un’osteria, Brusarosco con frutta, verdura e merceria e Tonfolini con il forno e generi alimentari. Biasin con il negozio di scarpe e biciclette. Numerosi negozi si trovavano anche sul Corso Cesare battisti, Tano Bennati con il generi alimentari e Vittorio con la macelleria. Le Perazzole gestivano la Società, poi c’era La Pierina lattara, le Pessine con la merceria, ma anche di tutto come damigiane e scarpe spaiate e la Noemi girava i paesi con i burattini. Il ferramenta, detto El Mistro, costruttore di utensili in legno compresi vesòti e brente. Marchéto l’orefice. L’osteria delle Pinciamule gestita poi da Carlo Gato con la sua mamma Rachele al banco mentre il Papà Mario Gato impagliava le sedie. Gatomoro il fabbro. Il Generi Alimentari di Centurioni in via Cadene. A Capovilla il negozio alimentari della Palma. A Samonte il sarte-barbiere, forbice d’oro.

La gente si fermava volentieri a chiacchierare per strada e numerosi erano i bambini che in gruppo si divertivano a intonare filastrocche e giocare a salta musséta, s’ciafeta, s’cianco, ciupascondi, pice, sasseti, col sércolo o col caretin o semplicemente a sbrissiare con le sgalmare su una lastra di ghiaccio. Le ragazzine invece dopo la scuola andavano dalle suore per imparare a cucire e ricamare. Molte erano anche le occasioni religiose: oltre a ritrovarsi per la messa domenicale e ai vespri, numerose erano pure le processioni; la più nota e ancora in vigore è quella di San Colombano, la seconda domenica di maggio, cui tutto il paese partecipava. Sacro e profano spesso si mescolavano, ecco allora che il centro del paese si riempieva durante la Festa del ringraziamento a novembre con la benedizione dei trattori o alle feste popolane come la corsa dei mussi e la sagra di San Bartolomeo, il 24 agosto, dove la piazza era veramente gremita. I ragazzi si divertivano a fare le gare con i sacchi e a guardare Frugolino (el fiol del Gato) che con la faccia pitturata di nero era abilissimo a staccare la monetina attaccata a una pentola e poi si mangiava la granatina preparata artigianalmente a mano, mentre i grandi si divertivano a ballare.

Le domeniche d’estate veniva un ambulante dalla bassa a vendere le angurie, mentre in autunno ne scendeva uno dalla montagna con le castagne. Da allora a Illasi sono sempre meno le occasioni e i luoghi di aggregazione collettiva e sociale. Raramente oggi si vede qualcuno fermarsi in piazza a conversare e ancor più difficile sentire le grida divertite dei ragazzini che giocano all’aperto.

 

a cura del Canzoniere del Progno

Scopri questi articoli

CHI ERANO I PRIMI ABITANTI DI ILLASI?

  Forse “leggendo” cosa dice la terra, i siti trovati, le misurazioni e la storia …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *