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RODA OMAGGIA GIANCARLO BIASIN

Il “Dente del Gigante” è una vetta estremamente ripida del gruppo Rocherfort, sul Monte Bianco, e, per molti alpinisti e scalatori, rappresenta una vera e propria impresa.

Per Giancarlo Biasin, invece, non era altro che semplice allenamento, come possiamo ammirare nella gigantografia, a lui dedicata, nel palazzetto dello sport che porta il suo nome.

È il 7 agosto del 1959, Giancarlo si trova a Entrèves, vicino a Courmayeur, in attesa del suo compagno di arrampicate Jack Canali. Approfitta quindi per far visita ad un suo vecchio professore ai tempi del Liceo Vescovile, Cesco Nicoli, che ha così la fortuna di vedere all’opera uno degli scalatori più forti dell’epoca, quasi divertito nell’affrontare una parete letteralmente verticale (come un dente, appunto), con 1000 metri di strapiombo sotto i piedi.

Nicoli rimane così ammirato dal suo ex–studente che decide di immortalare quel momento in una rapida istantanea, una fotografia, gentilmente concessa dai familiari di Biasin per la realizzazione del murales.

L’opera, inaugurata dal Sindaco Paolo Tertulli per i 50 anni del gruppo Biasin, è stata affidata a Filippo Giuliari, studente di Grafica all’ Accademia di Brescia che, nonostante la giovane età, si è già distinto in alcune importanti collaborazioni artistiche, anche al di fuori del territorio veronese, con la firma “Roda”.

La sua preparazione, infatti, gli ha permesso di spaziare in diversi ambiti: dalla calligrafia su macchinari industriali, muri di Hotel e B&B, alla live performance con “Chorus and Friends”, passando per le partecipazioni, sempre dal vivo, come “writer” alla Notte Bianca di Villafranca.

Grazie al materiale fornito da Simone Castagnini, consigliere comunale con delega alla manutenzione del patrimonio e al supporto progettuale di Simone Cunego, regista e fotografo, il risultato finale è stato ottenuto in sole quattro notti di lavoro.

Filippo, come lui stesso spiega, ha utilizzato tre colori acrilici di gradazione marrone per rendere ottimale anche la vista da lontano, rispettando il più possibile la tonalità seppia della foto originale. Una fotografia che, a distanza di 60 anni, è diventata un enorme dipinto, un omaggio ad uno dei più grandi alpinisti del nostro paese, che ora rimarrà per sempre lì, sorridente, sul Dente del Gigante.

Di Andrea Bozzolan

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