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MI RITIRO DAL LAVORO E VE LO DICO IN POESIA…

Dall’archivio comunale un’originale dichiarazione di dimissioni

Nell’immaginario collettivo il burocrate non è certamente persona disposta a lasciare facilmente il posto suo, soprattutto se è di un certo rilievo, e tantomeno viene considerato uomo di alto pensiero poetico.

Un burocrate d’altri tempi, e precisamente di quasi 140 anni fa, dimostra invece tutto il contrario. Egli è un ispettore scolastico che, dati i tempi, si sposta da un paese all’altro, da una scuola all’altra, a cavallo. Avendo avuto un incidente proprio col cavallo, pensa di lasciare il posto ad altro più giovane e sano. E qui scatta la genialità del personaggio: si dimette, ma si dimette in poesia.

Non ci è dato sapere con precisione come funzionasse allora la previdenza sociale, se il nostro avesse raggiunto …“quota cento”, se invece avesse semplicemente pensato di ritirarsi da quel lavoro divenuto ormai pesante.

Fatto sta che, presa carta e penna, e calamaio, visti i tempi, si rivolge alla Giunta municipale di Illasi (evidentemente allora l’istituzione scolastica era alle dirette dipendenze del Comune) ed esterna in versi le proprie dimissioni.

Il suo nome era Francesco Bonomo (visto il tempo passato, possiamo sorvolare sulla privacy..) Siamo nel 1880, altri tempi: ve lo immaginate oggi?

 

All’onorevole giunta municipale di Illasi

 

Un dì feriami un timpano

Voce dall’alto uscita.

Voce per me gradita …

Rinuncia o dimission.

Voce, che risvegliavami

Un fatto a me accaduto,

Che dire non rifiuto,

Sebben a confusion.

Sopra destriero indomito

Io cavalcava un giorno,

E gira e gira attorno,

Né posso avanti andar.

Io, cavalier mal pratico,

Lo percotea nel fianco,

Ed ei stizzito e franco

Metteasi a rincular.

Quando volea spingerlo

Tirava calci in alto,

Ed io scendea d’impatto

Pria che cadessi giù.

Or son decrepito

E rimbambito,

Quasi monocolo,

Perso ho l’udito,

Prego, ascoltatemi.

Dhe! Per pietà,

Presto lasciatemi

In libertà.

Io vi rinunzio

Sopraintendenza

Alla scolastica

Nuova ingerenza.

Prego, accettatela

Per carità,

Presto lasciatemi

In libertà.

Altro più giovane

E dotto assai,

Che nelle visite

Non porti occhiai.

Il nuovo genio

Sceglier potrà.

E voi lasciatemi

In libertà.

Se sobbarcatomi

Sono a tal pondo,

Fu il mio amor patrio,

A venir secondo,

Che un dì obbligavami

A far del ben

Alla mia Patria

Come convien.

Deh! Perdonatemi

Ed accettate

La mia rinunzia,

Poi v’occupate

Tra voi a scegliere

Uom di pietà,

Che voglia assumere

Per carità.

 

Illasi 20 Agosto 1880

Bonomo Francesco

Sopraintendente scolastico

Rinunciante

 

 

 

 

di Lino Pozzerle

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