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LA TRAPPOLA DELLA “VERITÀ” VIA SOCIAL

di Pietro Colombari

Una volta si diceva “è scritto sul giornale”, oggi basta che qualcuno “stabilisca” la verità con un post…

Il concetto di post-verità si basa sull’idea che se una bugia viene ripetuta molte volte, arriva ad essere una verità.

Le bugie le abbiamo dette tutti, dal “quest’estate do 5 esami e mi metto in pari” al “no, mamma, non l’ho finita io la torta”. Il problema nasce quando le bugie si fanno grosse e pericolose. Come quando si racconta ai due milioni di persone che seguono il nostro profilo Facebook che il Presidente della Repubblica ha compiuto un atto incostituzionale rifiutando la nomina di un ministro, proposto dal nostro partito, per le sue posizioni antieuropeiste. Chiedo all’onorevole Salvini di aprire la Costituzione (da lui difesa amorevolmente nella propaganda per il “NO” al referendum del 4 Dicembre) e di ripassare l’articolo 92. Leggendolo bene noterebbe che, in verità (quella vera, non la post), gli anticostituzionali sono lui e l’onorevole Di Maio, in quanto i ministri, costituzionalmente, vengono proposti dal Presidente del Consiglio (l’avvocato Conte) e non dai capi di partito. Se l’on. Salvini avesse studiato bene l’Educazione Civica sulla quale, giustamente, pone un forte accento, noterebbe, inoltre, che la campagna “#EleggiloTu” proposta dalla Lega (non più Nord, da quando si sono accorti che si vota pure da sotto il Po) e prevista per il primo week-end di Giugno, dopo la richiesta di empeachment del Presidente Mattarella da parte dell’on. Di Maio, sarebbe stata poco più di una barzelletta. La Costituzione non prevede, infatti, l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, per la natura stessa della carica, che si propone di essere “super partes”. Poi il Governo s’è fatto, la richiesta di cambiare Ministro dell’Economia è improvvisamente parsa ragionevole da parte dell’on. Di Maio, che ha frettolosamente ritirato l’accusa di alto tradimento alla prima carica dello Stato.

Praticamente si è risolta con un “accu sa di alto tradimento? Ma no, dai scherzavo, amici come prima”. L’on. Salvini ha seguito a ruota i pentastellati, un po’ rammaricato perché i sondaggi lo davano nettamente favorito alle eventuali elezioni estive. Gli è andata male. Come la post-verità sia profondamente radicata all’interno del nostro tessuto sociale lo si può notare cercando nelle più svariate situazioni di discussione politica: dai commenti sulle pagine social dei media alle chiaccherate tra colleghi in pausa pranzo.

La situazione, critica, è che ci sono moltissime persone che vedono una realtà che non esiste. Sono stati inconsapevolmente bombardati da una quantità altissima di bugie da non riuscire più a venirne fuori. Credono di star subendo una invasione quando gli sbarchi sono calati, nel 2018, del 75% rispetto al 2017 (dati ANSA) e, comunque, il trend li vede diminuire ormai da qualche anno. Credono anche che, con l’on. Salvini come Ministro degli Interni che annuncia “#chiudiamoiporti” e lascia una nave con donne e bambini in mezzo al mare per giorni, il problema dell’immigrazione si sia risolto. In realtà le navi continuano a salvare vite nel Mediterraneo e a portarle in Italia; l’unica cosa che l’on. Salvini è riuscito a fare è stato assicurare all’Italia una sanzione per la violazione dei diritti internazionale.

Le bugie possono risultare anche pericolose, come convincere il proprio elettorato che le ONG siano in realtà dei business imbastiti sulla pelle dei migranti e che, dietro di loro, ci siano scafisti senza scrupoli. Capiamoci, l’on. Salvini è arrivato ad attaccare Gino Strada ed Emergency. Si sta andando contro a persone che salvano vite e che sono ormai un’istituzione in campo umanitario. La Procura di Palermo ha verificato e accertato come non ci sia nessun legame tra le ONG e gli scafisti, ma la notizia è assente dai profili del leader leghista. Ci sarebbero moltissime altre bugie da smentire accuratamente con dati e notizie certe, come la sparata dell’on. Di Maio sul fatto che Matteo Renzi abbia permesso l’immigrazione senza controllo per il bonus degli 80 euro (gli accordi sull’immigrazione risalgono a prima dell’insediamento del Governo PD, le date smentiscono da sole questa notizia), o, al contrario, silenzi che meriterebbero delle parole dalle Istituzioni, come la morte di Soumayla Sacko, ventinovenne maliano ucciso a colpi di fucile nelle settimane scorse in Calabria, accuratamente taciuta dall’On. Salvini.

Le bugie che ci tengono in perenne stato di assedio sarebbero veramente troppe, l’unico invito è, quindi, quello di appellarsi alla coscienza comune. Le notizie vanno verificate, confermate se supportate dai fatti, smentite con forza se si rivelano false. Il diritto alla verità è inalienabile per qualsiasi cittadino e chi, tramite il meccanismo della post-verità, vuole negarcelo è tutto fuorché onorevole.

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