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LA CARTA D’IDENTITÀ CARTACEA VA IN PENSIONE

Nell’epoca dell’elettronica non poteva mancare anche la CIE (Carta Identità Elettronica), evoluzione del documento di identità in versione cartacea.

Il documento risponde alla funzione di strumento di riconoscimento personale, atto a certificare l’identità del soggetto titolare della tessera, ma anche di mezzo di autenticazione per l’accesso ai servizi telematici messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione, all’interno di quello che è stato chiamato progetto “Polis”, svolto a snellire e velocizzare le comunicazioni tra lo Stato e i cittadini al fine di ridurre adempimenti superflui e inutili file ai sportelli pubblici, grazie alla messa a punto dei canali telematici ad hoc da parte dei vari Ministeri.

La carta di identità elettronica nasce come sperimentazione avviata dal Ministero dell’Interno già a partire dal 2000, con il coinvolgimento di 156 Comuni di tutta Italia; a metà del 2012 la CIE è operativa con tempi e modalità diverse nei Comuni che a suo tempo hanno richiesto al Ministero dell’Interno, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 9 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri numero 437 del 1999, la possibilità di erogare il servizio CIE. Ha le dimensioni di una carta di credito ed è dotata di sofisticati elementi di sicurezza per garantire un’elevata resistenza alla contraffazione e di un microchip a radiofrequenza (RF) che memorizza i dati del titolare. I dati contenuti, nella nuova carta sono: nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, residenza e cittadinanza, codice numerico del Comune di rilascio, data di rilascio e scadenza, firma digitale del titolare, impronta digitale, fotografia digitalizzata, indicazione, o meno, della validità ai fini dell’espatrio, dati amministrativi del Servizio Sanitario Nazionale.

La nuova Carta di identità elettronica si può richiedere alla scadenza della propria Carta d’identità (o in seguito a smarrimento, furto o deterioramento) presso il l’ufficio anagrafe del Comune. Per velocizzare le operazioni di rilascio è possibile, o meglio consigliabile, prenotare un appuntamento. Serviranno 20 minuti per completare la richiesta. All’ufficio comunale è necessario presentarsi con il codice fiscale o la tessera sanitaria, con una fotografia scattata da non più di 6 mesi e in bianco/nero, il documento di identità da rinnovare o, in mancanza, altro documento di identità, eventuale denuncia di furto o smarrimento della precedente carta di identità rilasciata da Pubblica Autorità.

Il costo è di 22 euro per il primo rilascio, rinnovo a scadenza, il costo quasi quadruplica i 5,42 euro della vecchia cartacea, ma non su disposizione del Comune, bensì del ministero dell’Interno.

Mentre il duplicato per furto o in caso di smarrimento e deterioramento avrà un costo di 27 euro. La Carta è spedita direttamente dal Ministero degli Interni, al cittadino, che la riceverà entro 10 giorni dalla richiesta, presso il Comune o presso un indirizzo da lui indicato. Al termine delle operazioni l’anagrafe comunale rilascia al cittadino la ricevuta della richiesta che contiene anche la prima parte del codice per il rilascio del Sistema Pubblico di identità digitale (Spid), attraverso il quale il cittadino può accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione con un unico codice.

La seconda parte del codice sarà contenuta all’interno della busta con cui lo Stato rilascia la carta di identità elettronica, codici, che è consigliabile conservare: anche se all’apparenza possono sembrare inutili, potranno sicuramente servire, col tempo. Quindi, oltre che per iscriversi al Sistema pubblico di identità digitale (Spid), previa registrazione all’indirizzo: www.spid.gov.it, la nuova carta d’identità servirà a breve in sostituzione di altri strumenti d’identità, come tesserina elettorale, codice fiscale, tessera sanitaria, ecc. L’auspicio è che queste funzioni possano aumentare. È noto che l’esempio da seguire in Europa è rappresentato dall’Estonia, che ha riunito nel documento di identità tutte le informazioni e i servizi utili alla persona: l’obiettivo è che nel tempo anche l’Italia sappia superare le criticità organizzative e tecnologiche ed arrivare ad una situazione di eccellenza.

di Ermanno Malpetti

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