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I 10 anni di Cellarius nel segno della divulgazione culturale

Nella parrocchiale di Cellore, sotto la figura ieratica e sofferente del San Sebastiano “ripulito” dalle scorie del tempo, a seguito di un prezioso lavoro di restauro dell’altar maggiore, Cellarius, l’associazione culturale nata dieci anni or sono, ha presentato il volume omonimo che, oltre a celebrare il decennale, illustra in modo puntuale la storia ed il restauro dell’opera. Offre una validissima raccolta di saggi storico culturali sulle valli d’Illasi e Tramigna e riporta all’attenzione dei lettori i prodotti letterari delle tre edizioni del concorso di poesie “De qua e de là del Progno” organizzati sino ad oggi dall’associazione presieduta dall’architetto Mariano Dal Forno.

L’evento, cui ha partecipato, tra gli altri, monsignor Bruno Fasani, già direttore di Verona Fedele, oggi prefetto della Biblioteca Capitolare, ha posto in evidenza, come s’è detto, i lavori di restauro dell’altare, dominato dalla figura del martire. Da evidenziare al riguardo il prezioso sostegno economico fornito dalla cellorese famiglia Evangelista, mecenate della cultura e della storia locali, a dimostrazione dell’affetto che la lega alla propria terra.

Come ricorda il presidente dell’associazione mariano Dal Forno, Cellarius è nata in occasione della scoperta della necropoli di Arano, che va pertanto riconosciuta come la scintilla che ha motivato questo gruppo di persone a dedicarsi alla valorizzazione culturale del proprio territorio, in collaborazione con altre realtà locali di volontariato, come il Gruppo Alpini della frazione, il progetto A.gen.fi di Illasi ( finalizzato alla scoperta, da parte dei ragazzi, della nostra ricchezza monumentale) e l’Associazione Culturale Politica Cellore-Illasi, con la quale è stato organizzato, tra l’altro, il concorso di poesia sopra richiamato.

“Molto spesso”, scrive Dal Forno nella presentazione del volume, “anche questa parte della provincia di Verona non è conosciuta proprio da chi ci vive ogni giorno e la divulgazione è sicuramente una delle prospettive che Cellarius ha sempre cercato di favorire”.

Sicuramente il libro “Cellarius” rappresenta in tal senso un documento di grande valore, anche per il rigore scientifico con il quale vengono trattati i temi inerenti la storia delle valli del Progno e Tramigna, oltre che l’altare oggetto dell’opera di restauro. Se ci fosse stato bisogno di un’ulteriore prova di come i celloresi siano orgogliosi del proprio territorio e delle sue ricche testimonianze di storia e di cultura, forti di un senso di appartenenza che va loro riconosciuto, oltre ogni sterile divisione campanilistica, e di come sappiano dare concretezza a tali sentimenti e recuperarne i … presupposti finanziari, questo evento ne è chiara testimonianza.

 

di (L.V.)

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