Home / Cultura / C’ERA UNA VOLTA… UN CAPITELLO

C’ERA UNA VOLTA… UN CAPITELLO

…e c’è ancora! La vera storia del capitello di via Italia Nuova, a Cellore, raccontata da Gabriella Castello.

“C’era una volta- Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No ragazzi, avete sbagliato, c’era una volta…” un capitello.

Prendiamo in prestito l’incipit di uno dei capisaldi della letteratura italiana, Pinocchio, per raccontare quella che sembrerebbe essere una favola.

Eppure una fiaba non è, e non solo perché non ci sono né principi né principesse, ma anche perché il luogo da cui tutto ha inizio non è un esotico paese lontano da noi, bensì Cellore, precisamente Via Italia Nuova. Gabriella Castello ci accoglie nella propria casa, che ora si trova a Illasi, in Via Bonfiglio, e, tra le faccende quotidiane, ci invita ad accomodarci, con quella gentilezza tipica delle persone di gran cuore.

Ci osserva con lo sguardo di chi la sa lunga e ci chiede: “Posso raccontarvi la nostra storia?”. Ci guardiamo perplessi e ci chiediamo a chi faccia riferimento quel noi, ma sappiamo già che Gabriella farà sparire tutti i nostri dubbi.

“Penso spesso a un fatto- continua- accaduto tanti anni fa, quando la guerra era alle porte e i nostri genitori erano angosciati per i loro nove figli”.

“Temevano che vi sarebbe successo qualcosa?” chiedo incuriosita.

“Sì, avevano paura che non saremmo sopravvissuti tutti e quindi decisero di fare una promessa a San Giovanni Bosco”.

“Una promessa?” domando alzando il sopracciglio.

“Pregarono il Santo di proteggere i loro figli e in cambio avrebbero eretto un capitello” continua.

“E cosa successe?” chiedo.

“Accadde il volere di Dio: tornammo tutti sani e salvi e facemmo costruire il capitello nel 1947. Ci fu l’inaugurazione con la partecipazione di tutto il paese e ogni anno festeggiammo con una Santa Messa in riconoscenza di quei giorni. Nel 2017 lo abbiamo anche fatto sistemare dai preti salesiani”.

“E ora siete ancora tutti vivi?” chiedo timorosa.

“Certamente! – esclama Gabriella- Orieldo è del 1926, io sono nata nel 1928, Renzo nel 1930, Stella è del 1932, Graziella del 1934, Elisa del 1936, Andreina del 1938, Luigina del 1941 e Giovanna del 1943. Ma non pensare che sia solo merito del Santo, abbiamo avuto anche tanta fortuna; però è importante ringraziare, sempre, per quello che la vita ci dona”.

E mentre Gabriella taglia una delle tante torte che da sempre cucina per accogliere i suoi ospiti, mi chiedo se le protagoniste delle fiabe siano davvero le principesse che cambiano la propria vita sposando un principe, oppure le donne umili che cambiano la vita degli altri con amore e gentilezza.

di Valentina Rama

Scopri questi articoli

Faber

UNA GOCCIA DI SPLENDORE…

Dalle prime canzoni, sullo stile antico del madrigale, ai concept-album. Un grande artista, che ha …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *