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A PROPOSITO DI TASSA SULLA RACCOLTA RIFIUTI

DI Un uomo qualunque

Spett. Redazione de “La Piazza”, con estremo piacere ho letto l’intervista all’assessore Lucchese apparsa sul n.° 7 del novembre 2001, dal titolo “Tassa Raccolta Rifiuti Solidi Urbani”; con chiarezza il dott. Lucchese ha citato il decreto legislativo 05/02/1997 n.° 22 per quanto attiene l’obbligo della raccolta differenziata. Il dott. Lucchese ha citato il decreto legislativo 15/11/1993 n.° 507 per quanto riguarda la tipologia della tariffa; forse il dott. Lucchese non ha avuto il tempo di leggere il Titolo IV – Art. 49 del decreto legislativo 05/02/1997 n.° 22, “Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani”, istituzione della tariffa.

Per comodità del dott. Lucchese e per rendere più comprensibile questa mia, riporto alcuni commi del citato articolo: comma 1) La tassa per lo smaltimento dei rifiuti di cui alla sezione II del Capo XVIII del Titolo III del Testo unico della finanza locale, approvato con Regio decreto 14 settembre 1931, n. 1175, come sostituito dall’art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.915, ed al Capo III del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, è soppressa a decorrere dal 1° gennaio 1999.

comma 2) I costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche e soggette ad uso pubblico, sono coperti dai Comuni mediante l’istituzione di una tariffa.

comma 4) La tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alla quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito, e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio. comma 10)

Nella modulazione della tariffa sono assicurate agevolazioni per le utenze domestiche e per la raccolta differenziata delle frazioni umide e delle altre frazioni, ad eccezione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio che resta a carico dei produttori e degli utilizzatori. È altresì assicurata la gradualità degli adeguamenti derivanti dall’applicazione del presente decreto. comma 16) In via sperimentale i Comuni possono attivare il sistema tariffario anche prima del termine di cui al comma 1.

Sicuramente molti potranno pensare che i decreti si rincorrono, che i Ministeri, le Regioni, le conferenze non permettono poi, per burocrazia, di poter rendere operativo quanto il Presidente della Repubblica emana. Dott. Lucchese, qualche domanda gliela vorrei fare: 1. Perché la tariffa applicata fa riferimento ad un decreto soppresso dal 1° gennaio 1999? (Il comma 16 prevede che i Comuni possono attivare la nuova tariffa prima di tale data).

2. Perché i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti nelle aree pubbliche o ad esse equiparate vengono rimossi soltanto in determinate zone? In altre, peraltro densamente abita-te, gli “operatori ecologici” non si vedono mai.
3. Il comma 4 prevede che nella determinazione della tariffa si tenga conto della quantità di rifiuti conferiti; Lei pensa che la tariffa applicata sia equa? Il comma 10 è applicato (alcune utenze godono di una riduzione) quindi, assessore Lucchese, l’art. 49 esiste solo per le posizioni anomale.
4. Perché l’amministrazione non pubblica gli importi posti a Ruolo per i vari amministratori, funzionari e dipendenti comunali? (Non sono dati sensibili) Potrebbe essere segno di trasparenza e cristallinità!
Grazie dell’ospitalità.

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